"Sogniamo un mondo senza più violenza, un mondo di giustizia e di speranza. Ognuno dia la mano al suo vicino, simbolo di pace e di fraternità"
The Prayer - Andrea Bocelli & Celine Dion

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giovedì 3 aprile 2014

Conoscere per comprendere

Prima di tornare in Italia, devo davvero ringraziare il mio professore di Monde Contemporain per tutto ciò di cui parla durante le sue lezioni. Per chi non lo avesse letto nei miei post precedenti, in questa materia studiamo la storia recente, ma soprattutto parliamo di attualità e di problemi a livello mondiale.
Sinceramente, credo che la conoscenza di questa materia abbia la stessa a importanza di quella del francese. È vero che qui, al quinto anno di scuola superiore, non hanno mai fatto le equazioni logaritmiche, ma penso che sia molto più utile conoscere il mondo che ci circonda.
Insomma, se decidessi di scegliere ingegneria come facoltà universitaria, la matematica la studierei comunque; invece se volessi diventare un'estetista, magari preferirei essere informata del mondo che mi circonda piuttosto che essere in grado di usare la regola di Ruffini.
È importante sensibilizzare la società e far comprendere che se in Francia una persona viene uccisa per il colore della sua pelle, il fatto deve preoccupare anche me che vivo in Spagna.
Se un ragazzo a Torino viene picchiato perché è omosessuale, ci devo pensare anche io che vivo a Trieste.
Non dobbiamo parlare della globalizzazione solo quando ci permette di trovare Abercrombie & Fitch a Milano e Zara a New York.
Dovremmo invece sfruttarla per diffondere le giuste informazioni alla gente; perché venire a conoscenza che quella star di Hollywood si è rifatta il seno, non potrà mai essere più importante che essere conoscenza che ogni quattro secondi nel mondo un bambino muore di fame mentre noi buttiamo vagonate di cibo.
Con questo non dico che dovremmo diventare tutti dei missionari e trasferirci nel Chad o nello Zimbabwe per il resto della nostra vita ad aiutare la gente del posto.
Senza arrivare a questo, si può fare già un grande passo conoscendo e comprendendo le problematiche che ci circondano e imparando altre piccole abitudini che ci permetterebbero di vivere in un mondo migliore.
E tutto questo parte soprattutto da noi, noi che contiamo i "mi piace"delle nostre foto su Facebook, anziché utilizzarlo come mezzo per informare e informarsi.
Ricordiamoci che alla fine i "mi piace" non ce li portiamo nella tomba.