"Sogniamo un mondo senza più violenza, un mondo di giustizia e di speranza. Ognuno dia la mano al suo vicino, simbolo di pace e di fraternità"
The Prayer - Andrea Bocelli & Celine Dion

Read it in your language!

domenica 29 dicembre 2013

What I need..

I need someone to tell me "You're the most important person in my life"

I need to feel part of my family

I need someone to tell me "I don't know why you feel bad, but if you want to talk, I'm here for you"

I need to be hugged by someone, it doesn't care who it is

I need to know what kind of person I want to be

I need someone to tell me "I miss you so much; it's not the same without you"

I need to be more logical but less responsible 

I need to stop worrying about people's opinion on me

I need to know I still have friends that love me

I need to be aware of having some abilities (maybe hidden till this moment)

I need someone to tell that he/she likes me for what I am

I need to change but keeping my personality

I need to be more courageous

I need to stop talking and start doing




Questo post voleva essere una via di mezzo tra il dolce e il malinconico, a rileggerlo mi sembra una lista della spesa.

martedì 24 dicembre 2013

Mon premier Noël Blanc

Mai titolo fu più azzeccato di questo, suppongo.
Di sicuro è bianco, con tutta la neve qui in Canada non poteva essere altro.
Se è davvero Natale? Be', di questo non ne sono tanto certa. Il calendario mi dice che è il 24 dicembre, ma io non vedo mia madre correre da un punto all'altro della casa per preparare il cenone, non vedo papà che mette il tavolo grande, non c'è mia sorella che puntualmente mi tormenta chiedendomi cosa indossare, ben sapendo che non ne ho alcuna idea, né per me né per lei.

Questo vuol dire che non è Natale? No, non credo. Vuol dire che è un Natale diverso, un Natale oltreoceano, un po' più commerciale che spirituale e da festeggiare con persone diverse.
Sì, mi manca il mio Natale, il Natale in Italia, con la mia famiglia; ma cosa importa? L'ho già vissuto per 16 anni, quest'anno sarà diverso ma poi tornerà l'anno prossimo.
Perciò adesso indosserò il mio più bel sorriso, farò gli auguri nella chiamata Skype con la mia famiglia e poi mi preparerò per andare alla Messa e poi alla cena a casa dei nonni.

Per me Natale è sentirsi in famiglia, non importa in che modo. Quest'anno sarà ancora più speciale, perchè avrò due famiglie: una un po' più vicina con cuore che fisicamente e l'altra più vicina fisicamente che con il cuore, alla fine si compensano.

Adesso vorrei augurare un Joyeux Noël a tutti quanti, ma in particolare a tutti gli exchange students e soprattutto a quelli che si trovano in luoghi in cui non viene festeggiato questo giorno.

Buon Natale  ♥ ♥

mercoledì 4 dicembre 2013

Mentre il mondo cade a pezzi..

Questa esperienza mi sta davvero facendo aprire gli occhi. Vedo il mondo con una nuova visuale.
Mi rendo conto di quanto sia meraviglioso, differente da parte a parte per usi e costumi, modi di fare, paesaggi, ma anche di quanto sia allo stesso tempo imbecille e crudele.

Certo, io mi trovo solo in Canada e, benché abbia viaggiato parecchio, sicuramente non conosco tutti i paesi del mondo; però i miei viaggi, questa esperienza e la testimonianza di quella di tutti gli altri exchange students italiani sparsi per la Terra, hanno allargato i miei orizzonti.

Mi rendo conto che mentre una parte del globo si preoccupa di scegliere se guardare "The voice" o "X Factor", l'altra metà si chiede se domani, o la prossima settimana, avrà ancora la possibilità di mangiare.
Mentre una parte dell'Italia si chiede se a Sanremo avremo Fabio Fazio o Pippo Baudo, un'altra si tormenta pensando che non riuscirà mai a pagare i debiti se non trova un lavoro.
Mentre un bambino si lamenta perchè la maestra gli ha assegnato troppi esercizi da svolgere, un altro spera di arrivare a scuola senza saltare in aria a causa di una mina. 

Qual è la cosa peggiore in tutto questo? Forse che un giornale preferisce mettere in pagina la nuova vincitrice del titolo di Miss Universo anziché scrivere che l'Occidente produce il doppio del cibo di cui ha bisogno per poi buttare ciò che non utilizza. Non si dice che in una normale famiglia si spreca ogni settimana la quantità di cibo necessaria a sfamare quella comunità di orfani in Sierra Leone. Non si parla del fatto che sarebbe molto più facile (e più sicuro) finanziare la produzione di energia con fonti rinnovabili come sole e vento, piuttosto che mettere in pericolo la vita del nostro pianeta e ritrovarci a pescare pesci a tre teste a causa delle centrali nucleari.

E questo perchè? Perchè è molto più facile vincere un gioco quando ci sono due persone che conoscono le regole e altre mille che non sanno nemmeno di poter partecipare. Perchè le persone che stanno bene non possono rischiare di esporre al pericolo il loro posteriore. Perchè chi comprende ha paura di parlare oppure pensa "Se sono solo io, che differenza posso fare?", però è proprio così che non si potrà mai andare avanti.
Non siamo stupidi, o almeno non tutti, ma siamo pigri e timorosi.
Non siamo capaci più di indignarci se un padre di famiglia si suicida perchè non riesce ad arrivare alla fine del mese o se un altro stupra una ragazza e poi la uccide, perchè ormai è tutto "normale", all'ordine del giorno. Come è normale accendere la tv per ascoltare il telegiornale e apprendere di nuovi morti sul posto di lavoro, di ragazzi che si ubriacano e poi investono una coppia di vecchietti, oppure di politici che non sono in grado di enunciare il primo articolo della Costituzione Italiana ma in compenso hanno il tempo di trovarsi in un qualunque talk show a parlare uno sopra l'altro non facendoci nemmeno comprendere di cosa stiano discutendo.

Sarebbe già un grande passo in avanti se fossimo tutti un po' più informati su ciò che accade realmente nel mondo, su ciò che possiamo fare nel nostro piccolo per migliorare la situazione, non per essere degli eroi o recitare da tali, semplicemente per essere civili cittadini del mondo e vivere nel rispetto di chi o cosa ci circonda.


Ovviamente questa è solo l'opinione di una diciassettenne che fino a un paio di mesi fa si metteva a piangere se il suo tennista preferito perdeva la finale di un torneo. Vi parlo da ignorante quale sono, forse solo un po' più consapevole di prima.
Però rifletteteci un poco anche voi e soprattutto provate ad andare oltre.


P.S. Dopo tre mesi passati qui comincio ad avere più certezze con il francese che con l'italiano, perdonatemi se ho fatto qualche errore o se scrivo da mezza analfabeta. 

domenica 24 novembre 2013

Trosième Mois

Eccomi, ci sono ancora. Sono qua, forse con qualche cicatrice in più del previsto ma con l'orgoglio di non aver mollato, non solo per merito mio ma soprattutto grazie alle persone più importanti e meravigliose della mia vita: i miei genitori naturali.

Aggiungo "naturali" perchè essendo un'exchange student è sempre meglio specificare.
Domande del tipo "Come va a casa?" mi mettono sempre in crisi.

Comunque, dall'ultima volta che ho scritto sono successe tante cose. Esattamente quattro settimane fa ho cambiato hostfamily perchè nella prima ho avuto problemi che mi hanno impedito di vivere bene la mia esperienza fino a qui. Non ho voglia di spiegare tutti i motivi e in ogni caso non mi sembra il posto giusto per aggiungere tutti i dettagli, sta di fatto che sono stati problemi di una certa entità che mi hanno fatto stare male. E quando dico male, intendo tanto da farmi desiderare di tornare a casa mia in Italia il prima possibile.

Fortunatamente quel momento è passato e ora mi trovo davvero bene con la mia nuova famiglia; oltre ai genitori, ho un fratello di 13 anni e una sorella di quasi 15. Per adesso sta andando tutto bene e spero continui così.

Certo, non è un'esperienza tutta rose e fiori, ma questo non vuol dire che sia orribile o che perda la sua utilità.

Mi sento talmente fiera di me per essere ancora qui, per avere speranza nel futuro, per essere capace di parlare e comprendere il francese molto bene.

Per adesso mi fermo qui e vi lascio con il mio secondo Vlog, ma presto (o almeno spero) tornerò a parlarvi meglio della mia esperienza canadese.

A bientôt <3 


venerdì 13 settembre 2013

à l'école

E con la giornata di domani si conclude la mia seconda settimana di scuola qui in Canada, perciò ho deciso di raccontarvi un po' come è qui.
Partiamo con il fatto che ogni volta che dico che in Italia si va a scuola anche di sabato mi guardano come se avessi appena confessato un omicidio. Qui si va dal lunedì al venerdì, dalle 9,10 alle 16,00.
A meno che non abiti vicino alla scuola e quindi ci puoi andare a piedi o in bici, per arrivarci prendi l'autobus. O per meglio dire, è l'autobus che ti passa prendere. Ogni mattina prendo l'autobus, quello giallo come nei telefilm americani, che ti passa a prendere sotto casa e che poi ti riporta lì.
La prima campanella a scuola suona alle 9,08. Ognuno va al proprio armadietto e prende i libri per il primo corso, entro le 9,10 bisogna stare in classe. Io vado al mio armadietto cinque minuti prima, perché non vado d'accordo con il mio lucchetto e prima di aprirlo ci metto anni, anche se la combinazione è giusta. Quando si è in classe dalle 9,10 alle 9,30 si legge qualcosa, ognuno per conto proprio, in francese. Non importa se al primo corso hai ed. fisica, ti porti il libro in palestra.
Finiti i 20 minuti c'è lezione per un'ora e dieci. Ogni corso dura un'ora e dieci e ne abbiamo quattro ogni giorno. Il primo inizia alle 9,30 e finisce alle 10,40, poi ci sono 18 minuti di pausa e poi di nuovo tutti agli armadietti a prendere le proprie cose. Il secondo corso comincia alle 10,50 e finisce alle 12,08. Quando la campanella suona si va in mensa, si può comprare a scuola il pranzo oppure lo si porta da casa e poi ci sono forni a microonde sparsi per la mensa per scaldare le cose. La pausa pranzo finisce alle 13,21. Al suono della campanella tutti all'armadietto e poi in classe per un'altra ora di lezione, poi 18 minuti di break e infine l'ultima ora e dieci di corso. Insomma, stiamo a scuola per sette ore ma studiamo meno di cinque. La scuola è stupenda, è enorme, ha centinaia di aule numerate e sono tutte decorate a seconda della materia a cui sono destinate. Ci sono due palestre enormi interne, mentre all'esterno c'è un campo da baseball, due da tennis e uno da basket. Non si può stare in classe con tuta e scarpe da ginnastica, ci si deve cambiare nello spogliatoio prima di andare in palestra e poi finita la lezione ci si può fare la doccia e rimettersi i vestiti normali. Hanno degli schermi sparsi in tutta la scuola che trasmettono gli avvisi, un impianto audio che collega tutte le aule, ogni aula ha una lavagna normale enorme e una multimediale collegata al computer. La biblioteca è stuoenda e gli studenti la utilizzano davvero, anche per andarci a studiare durante l'ora di pranzo. Ma durante l'ora di pranzo si può anche andare nella sala attrezzi ad allenarsi oppure nell'aula di musica per le prove dell'orchestra.
Se hai qualche problema c'è una psicologa che si occupa di problemi di integrazione, una di droga e alcool e poi c'è l'infermeria, che è davvero attrezzata non come nelle scuole italiane.
Se durante l'ora di pranzo vai nell'hall principale non ti devi stupire troppo se trovi gruppi di persone che ballano la Macarena in piedi sulle panchine, fa parte delle attività di gruppo.

Credo di aver detto abbastanza per quel che riguarda la descrizione oggettiva della mia esperienza scolastica, comunque a breve vi informerò sulle impressioni soggettive e nel caso aggiungerò altri dettagli a quello che ho già detto stasera.

Bonne nuit ;)

domenica 1 settembre 2013

Première semaine

Ebbene sì, sono in Canada da una settimana. Da una breve e lunga settimana.
Breve perché ormai è già finita senza che me ne accorgessi poi tanto, lunga perché ogni giorno mi sembra durare degli anni. Arrivo alle otto di sera stanca come se fossero le tre di notte, anche se durante il giorno non ho fatto grandi cose.
La famiglia è fantastica: tre persone, tre cani e tre cavalli. Sonia, la mamma, è davvero dolcissima, non parla inglese ma riusciamo comunque a comunicare.
Jessica, mia sorella, ha la mia età ed è una ragazza davvero simpatica. Con lei posso tranquillamente parlare in inglese; ridiamo e scherziamo insieme e inoltre l'ho già contagiata con la mia mania per Rafa.
Sylvain, il papà, è l'unico un po' più freddo ma non ho niente contro di lui. Ma credo di vederlo così al confronto con mio padre che è tanto simpatico e affettuoso, forse in questo momento è la persona che mi manca di più.
Impressioni sulla prima settimana? Be', continui alti e bassi d'umore, per fortuna mai momenti troppo bassi, se escludiamo il primo giorno.
Con mia grande sorpresa, io, la ragazza dal cuore di pietra, il primo giorno avevo solo voglia di piangere e dormire e fortunatamente mi sono limitata a fare la seconda cosa. A partire dal secondo giorno non sono mai stata con il morale tanto giù come in quel momento. 
In soli sette giorni comunque ho già imparato tante cose: ad esempio ho imparato che questa esperienza è molto più difficile di quanto ci si possa aspettare, del resto c'è un motivo se bisogno superare tante selezioni per poter partire. Ho imparato che una cosa semplice come chiedere di fare una doccia, può diventare la cosa più difficile da fare. Ci sono momenti in cui ti vergogni di chiedere qualunque cosa, perché magari ti sembra una domanda stupida, perché non sai quale sia la risposta o ti sembra tutto troppo difficile. Quando ti senti così devi farti coraggio e chiedere, perché ti rendi conto che alla fine sono sempre tutti lì per aiutarti.
E se vi sentite tristi parlate con la famiglia, c'è sempre qualcuno disposto ad aiutarti. Se non ve la sentite di parlare con la famiglia sentitevi con il vostro assistente, se esiste ed ha quel ruolo c'è un motivo.

In conclusione, per riassumere brevemente questa settimana direi: più difficile di quanto m'aspettassi, ma non negativa.

L'unica cosa di cui sento davvero il bisogno in questo momento è un abbraccio dei miei genitori, ma considerando che per averlo devo aspettare un anno credo che sia meglio mettersi l'anima in pace e cercare di stare sereni.

Bonne nuit :)


P.S. questa meraviglia la trovo a venti minuti di macchina da casa mia

sabato 10 agosto 2013

Flashback

Mentre il momento della partenza si avvicina sempre di più, io ripercorro il percorso che mi ha portato fino a qui.
Ricordo il momento in cui ho scoperto Intercultura, quando ho cominciato a pensare alle possibili destinazioni e fin dal primo momento ho pensato al Canada.
Poi a novembre ci sono state le prime selezioni, con i test e il colloquio e l'esame d'inglese.
Dopo un po' mi è arrivata la conferma di aver passato la prima parte che in ogni caso non mi assicurava che sarei partita.
Poi è arrivato il momento della lunga attesa, quella che mi procurato ansia, preoccupazione, esaurimento nervoso e scariche di adrenalina. Per fortuna ho avuto qualcuno con cui condividere queste emozioni, anzi, più di qualcuno. Durante questi mesi ho avuto la possibilità di confrontarmi con tantissimi altri ragazzi che si trovavano nella mia stessa situazione, e a dir la verità, continuo a farlo.
Dal 20 febbraio in poi avremmo potuto sapere i risultati riguardo le selezioni, ma io non potevo immaginare che sarei stata una delle prime a saperlo, proprio in quel giorno.
Mi ricordo perfettamente ogni attimo di quel pomeriggio.
Ero in scooter con la mia migliore amica, era venuta a prendermi dalla lezione di canto per andare a studiare insieme a casa sua. Durante il tragitto mi fa "Ehi, perchè non controlli le mail del cellulare? Magari c'è qualche novità". Io ero certa che non avrei trovato nulla, pensavo fosse troppo presto perché dovevano cominciare a dare i risultati solo da quel giorno.
Comunque ci provo, attivo internet sul cellulare e cominciano ad arrivarmi le solite notifiche di twitter e facebook che non controllo quasi mai. Vedo però un messaggio nella chat di facebook e mi accorgo che è da parte di una responsabile del mio centro locale di Intercultura. Quasi incredula apro il messaggio e trovo scritto "Complimenti Benedetta, sei stata presa per il programma annuale in Canada". Per un attimo mi sono sentita mancare, poi ho cominciato ad urlare "Cate, Cate mi sento male", mentre la mia amica era ancora alla guida e rischiavo tra l'altro di farci fare un incidente. 
Sono riuscita a spiegare quello che era successo quasi con le lacrime agli occhi, mentre lei continuava a dirmi "Io lo sapevo che ce l'avresti fatta" e io ripetevo "Non ci posso credere".

Ora invece mancano 13 giorni alla mia partenza, ciò che di sicuro non è cambiato è la grande emozione che provo nel raccontare quel momento.

giovedì 18 luglio 2013

L'emozione non ha voce

Ho scelto questo titolo perché mi ricorda quelle serate karaoke in giardino in cui cantavate questa canzone in duetto, belli e intonati come sempre.
L'ho scelto anche perché si adatta a ciò che sono. La mia emozione è tanta nel parlare di voi che devo scrivere perché mi mancherebbe la voce.
Voglio esprimere tutto il bene che vi voglio, il rispetto, l'ammirazione, la gratitudine che provo nei vostri confronti, e sono certa che per quante cose belle potrò scrivere non sarà mai abbastanza rispetto a quello che meritate.
Vedo ragazze e ragazzi della mia età che trattano i propri genitori come dei vecchi rimbambiti, che si lamentano per ogni sciocchezza e ad ogni litigio sono pronti ad insultarli.
Io non ci riuscirei mai, ma tra l'altro non avrei motivo per farlo.
Non ho nulla da chiedervi, perché voi mi avete sempre dato tutto ciò di cui avevo bisogno e anche di più senza che io lo chiedessi e continuate a farlo.
Fate grandi sacrifici per accontentarmi in tutto e lo fate sempre con il sorriso e anche quando ci sono incomprensioni tra di noi, io non riesco ad arrabbiarmi perché so che se ricevo un "No" come risposta è solo per il mio bene.
Vi ringrazio perché mi avete trasmesso l'amore per la musica, per i viaggi, per lo studio e il rispetto verso tutto e tutti.
Vi ringrazio perché avete affrontato difficoltà gravi di salute e non me lo avete mai fatto pesare, anzi, le avete sempre affrontate e sconfitte con il sorriso in volto.
Ma soprattutto avete sempre fatto tutto ciò insieme e forse è questa la cosa che più mi rende felice. Sempre pronti a sostenervi l'un l'altra in qualunque situazione.
Preferirei non essere mai nata piuttosto che non avere voi come genitori perché voi siete la cosa migliore che io abbia mai avuto.

Grazie mamma e papà, vi voglio bene. 

mercoledì 3 luglio 2013

Un po' per noia..

Non ho niente in particolare da scrivere però mi va di scrivere comunque.
Che dire, finalmente è cominciata l'estate, è finito quell'inferno comunemente chiamato "scuola" e la mia partenza si avvicina.
Purtroppo si avvicina anche la partenza della mia sorellina e non credo di essere pronta a lasciarla andare. Non avrei mai pensato di affezionarmi così tanto. Per un anno ha fatto davvero parte della famiglia, forse più di quanto ne faccia parte io.
Immaginavo che sarebbe stata una bella esperienza ma non così tanto.
Ah, giusto per la cronaca, vorrei alzare un bel dito medio (anche se non è nel mio stile) a quelle persone, ad esempio i miei compagni di classe, che non riescono a comprendere la bellezza di tutto ciò.
Il loro primo pensiero è stato dire "Ma è giapponese!" come se venisse da un universo parallelo oppure ridere quando non capiva l'italiano. E quando chiedevo di essere delicati per non farla sentire in imbarazzo e provare a mettersi nei suoi panni la loro risposta era "Io non farei mai una cosa del genere".
Risposta stupida almeno quanto loro.
Io non dico che tutti debbano essere aperti a questo tipo di esperienze, so bene che è una cosa soggettiva, ma mi stupisco che la gente sia così ottusa. E poi parlano di globalizzazione.

Alla fine la trovo sempre qualcosa da dire a quanto pare.
Buona giornata c:

sabato 29 giugno 2013

Un'unica realtà

E così ci provo anch'io. Quasi tremo mentre scrivo. 
Ho tutte le migliori intenzioni, ma mi mancano le parole. O meglio, le parole ci sono, ma per te non saranno mai quelle giuste.
Non è facile scrivere qualcosa ad una persona che fa della scrittura il suo motivo di vita, anche se questa persona è tua sorella, è difficile non sertirsi giudicati.
Io provo delle emozioni, è solo che ho sempre il modo sbagliato per esprimerle. E quando si parla di te le parole non mi aiutano mai.
Non è che non ti voglia dimostrare il mio affetto, ma non trovo il modo giusto per farlo.
Capisco il bene che ti voglio quando mi commuovo vedendoti cantare in pubblico, anche quando entri in panico perché salti una frase di una canzone, oppure leggendo ciò che scrivi.
Certo, poi devo fare in tempo ad asciugare le lacrime. Io devo essere quella forte, la mia stupida personalità e la mia coscienza non mi permettono di avere dei cali, altrimenti rischierei di dimostrare al mondo che sono umana e che provo addirittura dei sentimenti.
Ad esempio l'orgoglio nel sentire ciò che dice di te chiunque mi trovi intorno e poter pensare "Si, quella è mia sorella..ed è anche molto di più di tutte le cose belle che potrai dire tu".
Invece io rimango così, leggo i messaggi che mi scrivi sul cellulare, su Facebook, su Twitter e non rispondo. Io penso a cosa rispondere ma poi tengo per me la risposta, perché qualunque cosa io scriva non sarà mai alla tua altezza.

Ecco, questo è il momento in cui davvero ti sento vicina e tu non lo sai.
Quando scrivendo questo per te iniziano a scendermi le lacrime sul computer..e se ti conosco almeno un po' so che a te succederà lo stesso.
Certo, probabilmente ti starai emozionando più per il fatto che io stia avendo un bel pensiero per te che per le parole da me scritte.

Adesso però la smetto, se diventassi troppo zuccherosa uscirei dal ruolo di eterno robot privo di sentimenti, non sarei più credibile.

"Sempre insieme tu ed io
senza dirci mai addio,
la mia terra e il mio cielo sarai.
Vai avanti perché 
ogni ostacolo che c'è
Non ci dividerà ora e mai"

Dai, lo so che ti aspettavi che finissi con una strofa della nostra canzone, ammettilo.

lunedì 10 giugno 2013

Voglia d'estate

Prima di cominciare a scrivere vi volevo chiedere di dare un occhiata al sondaggio a sinistra, se vi va.

Come previsto da molti Rafa è entrato nella storia, vincendo otto volte un titolo slam. Io lo speravo, ma non ero sicura che ce l'avrebbe fatta, invece da quando è tornato ha giocato nove finali su nove tornei, e ne ha vinte sette. Ora ci prepariamo per Wimbledon, ma ci sono due settimane di riposo.

Prendo un attimo di pausa dal tennis anch'io e do il benvenuto all'estate. Stamattina mi sono svegliata con una sensazione di pace e relax che non potete minimamente immaginare. Dopo un anno terribile e stupendo allo stesso tempo sento di essermi svuotata di un peso enorme.
Ora voglio solo pensare a godermi l'estate prima di partire in Canada. Voglio passarla con i miei amici, stare con la mia sorellina giapponese finchè non dovrà ripartire e ovviamente seguire i tornei più importanti, ovvero quelli a cui partecipa Rafa.

Voglio solo pensare al caldo (se si decide ad arrivare), al mare, alla musica, al tennis e al massimo a ripetere qualcosa di francese; non vorrei arrivare là senza capire un tubo e non voglio utilizzare solo l'inglese.

L'unica cosa che mi preoccupa leggermente è la pagella. Se quella di matematica mi mette il debito non potrò partire. Tutti gli altri voti sono molti buoni, sono tutti nove e otto e forse il sette con quell'idiota di chimica. Se prova a mettermi il debito giuro che vado a prenderla a schiaffi e le faccio ricordare il giorno in cui è nata. 

Non voglio pensarci più adesso, voglio solo dare il via a quest'estate, anche perché è probabile che sia l'ultima che potrò godere a pieno.

Ci sentiamo presto cari followers, se vi va fatevi vedere nei commenti ;)


venerdì 7 giugno 2013

Court Philippe Chatrier

Non sapete cosa voglia dire quel titolo? Ve lo spiego subito.
Quello è il nome del campo da tennis che oggi mi ha regalato grandi emozioni, dove si sono sfidati due grandi campioni: Novak Djokovic e Rafael Nadal.
Semifinale dello slam parigino, cominciato alle 13 di oggi e finito quasi cinque più tardi e che ha portato in finale colui che non ha mai mollato nessun punto, il signor Rafael Nadal.
Oggi a pomeriggio ho urlato così tanto che ho rischiato di perdere la voce, sembra di stare in un thriller. È successo di tutto e di più, sapevo che sarebbe stata una partita emozionante ma non immaginavo così tanto. A metà del quinto set ho davvero pensato che non ce la potesse più fare il mio Rafa, invece ha tirato fuori la suo grinta da leone e ha dato il meglio di se.
Djokovic anche ha dato il suo meglio, se non lo avesse fatto non mi sarei spaventata per Rafa, però è stato leggermente sfortunato e ha fatto qualche errore di troppo. Rimane comunque un grande giocatore, del resto, non si diventa numero uno al mondo per caso e di certo è la più grande minaccia di Rafa in campo, se non l'unica, ma non vorrei sbilanciarmi troppo.

Ora ci aspetta la finale di domenica contro David Ferrer, un altro spagnolo, grande amico di Rafa, alla sua prima finale slam. 
Chiunque conosca questo sport e questo torneo sa che sarà difficilissimo per Ferrer battere Rafa, considerando i loro testa a testa e la storia di Rafa in questo torneo.
Io preferisco non dire niente, perché in questo sport non si sa mai cosa può accadere e i miei amici Djokovic e Berdych lo sanno bene (e nel caso non lo ricordassero parlo dei quarti di finale a Roma di quest'anno).

Adesso cerco di lasciare da parte l'euforia e addormentarmi presto perché domani ho un esame di inglese, inoltre non mi sento molto bene. Mi devo prendere il raffreddore giusto la prima settimana di giugno, è incredibile.

Buona notte cari followers, scusate se parlo sempre di tennis ma vi prometto che quando partirò non ne parlerò così spesso.


giovedì 23 maggio 2013

Sette Volte Re Di Roma

Scusate se non scrivo da così tanto, ma a causa della scuola non ho avuto proprio tempo. 
Ho così tante cose da raccontare che ho deciso che per ora non le scriverò, mi voglio rilassare e dirvi di alcune delle cose che hanno illuminato l'ultimo mese, ovvero le vittorie di Rafa.
Che piaccia o no non importa perché le vittorie ci sono e quelle non si possono non notare. Otto mesi fuori per infortunio, otto tornei a cui ha partecipato, otto finali di cui sei vittorie.
Vi presento solo gli ultimi tre tornei. Verso la fine di aprile c'è stato il torneo di Barcellona, anche se per quanto ha piovuto sembrava di stare a Londra. È un Master 500 che ha vinto senza perdere nemmeno un set e lo ha vinto per l'ottava volta. L'unico anno in cui non lo ha vinto è stato il 2010, solo perché non ha partecipato. Ecco la foto con il trofeo da 12 kg :)
                                             

Poi tre settimane fa c'è stato il torneo di Madrid, dove aveva già vinto due volte, nel 2005 e nel 2010 ed è Master 1000, il terzo della stagione e il secondo vinto da Rafa fino a quel momento ;) ecco la foto insieme al finalista Stanislas Wawrinka 
                          

Infine la settimana scorsa c'è stato il Master 1000 di Roma, a cui io ho potuto assistere per due partite dal vivo, vinto anche questo da Rafa in finale contro Roger Federer. Avremmo tutti immaginato una finale combattuta ed emozionante, ma le uniche emozioni me le ha date Rafa con cinque-sei passanti eccezionali, mentre Roger questa volta si è dimenticato di scendere in campo; almeno sembra che non sia per problemi fisici. Comunque ecco le foto di Rafa con il trofeo per la settima volta in carriera qua a Roma e con Roger :D
                         

                         

                                           

Ora vado a dormire, domani mi aspetta l'ultimo compito di matematica dell'anno.
Buona notte followers <3

martedì 7 maggio 2013

Ci vuole calma..e sportività

Sia io che mia madre siamo appassionate di tennis. Io amo Nadal, lei tifa Djokovic.
Non è fissata come me, anche perché lei non ha nemmeno un quarto del tempo libero che posso avere io (che è già poco). Le poche volte in cui guardiamo una partita insieme possono capitare quattro tipi di situazione:
1. Giocano due tennisti che non ci stanno a cuore e seguiamo con disinteresse
2. Gioca Murray e commentiamo insieme quanto tempo passi a lamentarsi dei suoi finti malori
3. Gioca Rafa e in quel caso devo sentirmi le critiche per i tic che ha Rafa prima di servire, perché suda come un maiale, perché non le piacciono i suoi completi..
4. Gioca Djokovic e mi devo sorbire gli elogi a Novak anche per come respira.

Allora, chiariamo il fatto che io tifo Rafa e basta. Tifarlo non mi comporta andare contro il resto del mondo, anzi, ho anche varie simpatie per gli italiani e qualche argentino.
Ora però quando guardo Djokovic con mia madre spero che perda malamente solo per vederla tacere.
Non parliamo di quando Rafa e Novak giocano uno contro l'altro. Io vorrei solo silenzio e una tv davanti, lei deve commentare qualunque cosa e criticare Rafa.
Un giorno o l'altro farà uscire la mia antisportività. A me non sta antipatico Novak, perchè devo cominciare a non sopportarlo?

Tra l'altro non sopporto nemmeno i gruppi di Facebook che vanno contro qualunque giocatore che non sia Rafa. Ma dico io, sapete cosa vuol dire TIFARE?
Tu sostieni la squadra o il giocatore che ti piace, ma per farlo non trovo che ci sia il bisogno di abbattere il resto del mondo.

Bah..forse sono io quella strana..

domenica 5 maggio 2013

Crolla il mondo

La Carrà cantava "Se per caso cadesse il mondo, io mi sposto un po' più in là".
Cara Raffaella, se eviti i problemi non li risolvi. Si fanno sempre più grandi e quando ti si ripresentano davanti non sai più da dove cominciare.
Certo, una soluzione può essere parlare con la propria famiglia; ma se la difficoltà stesse proprio nel riuscire a parlare, ad esprimersi, a sfogarsi?
Io non sono capace di parlare di tutto. Io sono molto più matura dei miei coetanei per alcuni aspetti, ma mi sento ancora bambina per molti altri.
Non sono una ragazza introversa, o almeno non credo, ma di fronte ad alcune cose mi blocco, mi vergogno e non riesco a parlarne.
Questo perché oltre ai normali dubbi che hanno tutti gli adolescenti, si aggiungono tutti i problemi che mi pongo perché non sono capace di aprirmi alle persone, nemmeno alle più care.
Ogni tanto mi rendo conto che se pensassi un po' di meno, fossi meno riflessiva e più spontanea, riuscirei a stare molto più tranquilla.

Buona serata, da parte mia e di Michael Bublè.

"Hold on to me tight, hold on to me tonight. We are stronger here together than we could ever be alone, so hold on to me, don't you ever let me go" - HOLD ON, MICHAEL BUBLÈ -

domenica 14 aprile 2013

Ai limiti dell'assurdo

Ma è possibile che arrivi a litigare con mia madre e mia sorella per il mio compleanno?
IO NON HO INTENZIONE DI FESTEGGIARE, COME VE LO DEVO DIRE?

Mia madre mi ha già organizzato il mercoledì e il martedì della prossima settimana. Io sto ancora con decimi di febbre e uccisa di raffreddore ma mia madre mi ha già prenotato il parrucchiere per martedì, ha deciso che dopo andrò a lezione di canto, anche se sono senza voce, e poi mi trattengo in città per uscire con il mio ragazzo. Ha deciso tutto lei.
Poi mercoledì, il giorno del mio compleanno, comunque devo andare dalla mia migliore amica e poi dovremmo uscire.
Io invece non voglio fare niente. Voglio tornare a casa mia, farmi i compiti e guardare la partita. Non mi sembra di chiedere la luna.

Ci sono persone che chiedono l'impossibile, io chiedo di essere lasciata in pace, non mi sembra così assurda come cosa.
Mi fa piacere ricevere l'attenzione delle persone a cui voglio bene, e ne sono grata. Però quest'anno ho l'unico desiderio di vedere la partita di Rafa in pace.
Sembra davvero strano dover combattere per non avere niente il giorno del proprio compleanno..

giovedì 21 marzo 2013

Mamma, che stress

Prima di cominciare a parlare vi volevo chiedere di dare un'occhiata al questionario a sinistra, grazie.

Si comincia.
Vorrei tanto avere del tempo libero, ho davvero dimenticato cosa significhi. Il poco tempo libero che ho lo utilizzo per uscire (una volta a settimana), usare un po' il computer e guardare il tennis.
Anzi, mi sta venendo già l'ansia perché da metà aprile partono tutti i tornei europei, il che vuol dire che le partite saranno di pomeriggio e non di notte.
Pensavo che svegliarsi alle 3 per Indian Wells sarebbe stato troppo faticoso, ma ho realizzato che la notte era l'unico momento di vera serenità per vedere le partite. Tanto la mattina muoio di stanchezza in ogni caso, due ore in più o in meno non cambiano.
Quando arriva il torneo di Roma a maggio mi faccio una doccia ghiacciata e poi vado nuda in giardino per asciugarmi, di notte, possibilmente con un temporale. Almeno se mi ammalo sto a casa mia con tutta la pace del mondo a guardare le partite senza pensare agli impegni.
Anche se sarà impossibile perché la settimana successiva avrò l'esame per il First.
BASTA!!
Non ho mai desiderato così tanto l'arrivo dell'estate. Non desidero partire ora per il Canada, mi basterebbe non dover andare a scuola, o eliminare tutti gli impegni pomeridiani tranne la lezione di canto.

A proposito, vado a studiare perché non ho intenzione di finire tardi i compiti e inoltre ho un mal di pancia che mi sta uccidendo.
Buona giornata

domenica 17 marzo 2013

Io sono ancora qua!

Il titolo ovviamente allude alla mia lunga assenza, ora però sono tornata.
Nel frattempo è successo di tutto: è stato eletto il nuovo Papa, ho preso la prima insufficienza dell'anno, ho avuto una serie di attacchi di panico, Rafa è in finale nel torneo californiano di Indian Wells e tanto altro.
Papa Francesco è stato eletto e in questo momento si sta svolgendo il primo Angelus in una piazza San Pietro gremita di gente da ogni parte del mondo. In così poco tempo ha già fatto una buona impressione a tutti questo papa argentino che ha scelto il nome che aveva il Santo che è stato un simbolo di umiltà e della donazione della sua vita per gli altri. Ora però sono stanca di sentire brutti commenti sul papa precedente. Basta così, ha fatto la sua scelta e avrà avuti i suoi buoni motivi. Mi da fastidio sentire cose del tipo "Si, a me non è mai piaciuto in effetti", smettetela non ha senso.

Ho preso la mia prima insufficienza dell'anno e la prima in assoluto in matematica, 5 e mezzo. Questo voto sa tanto di una presa per il culo, scusatemi. Ciò che più si avvicina alla sufficienza.
Ora non prenderò il debito per questo ma sono davvero esasperata dalla scuola quest'anno, non vedo l'ora che finisca.

Almeno c'è Rafa che mi da belle soddisfazioni arrivando alla quarta finale consecutiva dal suo ritorno (su quattro tornei). Oggi ci sarà la finale contro Del Potro, speriamo bene. In ogni caso per arrivare in finale ha battuto Federer e Berdych quindi è già un buon risultato e poi è il primo torneo sul cemento dal suo ritorno.

venerdì 8 marzo 2013

Un genio incompreso

Prima di cominciare a scrivere sull'argomento del giorno vi volevo chiedere di rispondere al piccolo sondaggio a sinistra, giusto per curiosità.

Avete presente quando entrate in classe in ritardo e cercate di non fare rumore per non disturbare gli altri o quando fate di tutto per non dare fastidio ai vostri genitori?
Bene, io sono quel tipo di persona che se arriva in classe in ritardo e cerca di essere delicata butta giù il banco e la sedia e se cerca di non dare fastidio ai suoi genitori combina disastri.
Sono un pericolo ambulante, con la delicatezza e la femminilità di uno scaricatore di porto.
Oggi sono tornata a casa a pomeriggio e mi sono messa a studiare. Dopo aver finito italiano mi sono resa conto di avere il libro di latino nello studio. Il mio studio è fuori casa, quindi anche se è vicinissimo devo uscire, portare le chiavi e arrivo in due passi. Quindi io esco con le chiavi, vado a prendere i libri, esco dallo studio e sbatto la porta senza prendere le chiavi. Desideravo prendermi a schiaffi, anche perché avevo lasciato le mie chiavi nello studio e quelle di mio padre in casa. Sono andata da mia nonna a piedi, senza giubbotto e cellulare. Arrivata da lei abbiamo dovuto chiamare la signora che di solito lavora a casa mia e ha le chiavi e chiederle di venire ad aprirmi. Per fortuna è come se facesse parte della famiglia e non mi sono sentita in imbarazzo a chiederle il favore, ma mi dava fastidio disturbarla a causa della mia idiozia.

Ora però vorrei fare gli auguri a tutti le donne e pensare che in futuro questo giorno sarà utilizzato solo per ricordare e regalare mimose, non per concedere un attimo di tregua alle donne del mondo.
Vi consiglio di leggere questo post sul blog di mia sorella, è stupendo e ha fatto scendere una lacrima perfino a un cuore di pietra come il mio. Lei scrive perché sa scrivere, non come me.


Women deserve it

martedì 5 marzo 2013

La nuova Cassandra

Destinata a non essere creduta. 
Credo che sia una delle cose che più può dare fastidio nella vita: essere consapevoli di dire la verità e non essere creduti. Le persone avranno anche i loro buoni motivi per non credere, ma tu ci rimani male comunque, soprattutto se ci tieni a quella persona che non ti crede.

Non è rabbia, è dispiacere e delusione, il che è peggio. 
Alcune volte vorrei arrabbiarmi, sfogare la frustrazione, urlare e andare avanti. Intanto invece sto zitta e marcisce tutto dentro di me, ma almeno lo scrivo e mi sento leggermente meglio.

Nel frattempo mi preparo mentalmente ad un'altra giornata pesante di scuola e lo scrivo perché quando parlo io nessuno mi ascolta, quindi scrivo.

"Buonanotte, buonanotte monetina,
buonanotte tra il mare e la pioggia,
la tristezza passerà domattina
e l'anello resterà sulla spiaggia,
gli uccellini nel vento non si fanno mai male,
hanno ali più grandi di me
e dall'alba al tramonto sono soli nel sole.
Buonanotte questa notte è per te."

mercoledì 27 febbraio 2013

Troppa fortuna

Sembra un po' un paradosso, ma sono preoccupata perché va tutto troppo bene.
Non prendetemi per pazza, o almeno, non più di quanto già io sappia di esserlo. Non può andare sempre tutto bene, c'è sempre qualcosa di brutto dietro l'angolo.
Oggi di nuovo a scuola altra botta di fortuna. Mi interroga in fisica, mi fa fare solo problemi (che non so fare) e non mi chiede niente di teoria e infatti ho fatto schifo, solo che poi mi ha dato otto e mezzo.
In storia ha interrogato su quattro capitoli, erano troppe cose e mi ricordavo poco e niente e mi ha chiesto la cosa che sapevo, ed è già successo un'altra volta in storia e due in filosofia.
A scuola continuo ad avere voti alti ma senza studiare tanto, se dovessi prendere i voti in base allo studio e all'impegno supererei di poco la sufficienza. Poi ho fatto la cretinata di lasciare il mio ragazzo e quando me ne sono pentita pensavo fosse troppo tardi, invece non è stato così. Ho fatto il test per accedere al corso per il First Certifcate. Su cento persone che hanno provato, ne potevano passare trenta e e c'erano molti ragazzi di quarto e di quinto e invece sono passata, e nemmeno di poco.
Ho richiesto di ospitare, i miei hanno voluto e ho una delle sorelle migliori che mi potessero capitare, con la quale è impossibile non andare d'accordo.
Ho fatto le selezioni di Intercultura e sono stata presa, per di più in Canada, che non solo era la mia prima scelta, ma è anche uno dei paesi più richiesti e con meno posti disponibili.

Sinceramente, non mi voglio lamentare di tutti questi fatti positivi, sarebbe stupido. Il punto è che non mi spiego il perché, non ho fatto niente per meritarmelo e sottolineo niente.
Non durerà molto questo periodo, quindi mi tengo pronta per il peggio. Ad esempio, domani sono certa che mi chiamerà in matematica e andrò male, il compito di inglese sarà una passeggiata come al solito invece.

Buona notte cari lettori, se veramente esistete, vi auguro il doppio e il triplo delle belle cose che stanno succedendo a me.


venerdì 22 febbraio 2013

Voglia di sapere

Ormai mi è stato detto che passerò dieci mesi in CANADA e già questo mi tranquillizza. Ora però voglio sapere tutti gli altri dettagli. La casella della posta e quelle delle mail sono diventate le mie migliori amiche. Di certo non mi lamento perché c'è gente che non è stata presa e altri che ancora non sanno nulla, però la curiosità mi sta mangiando viva.
Voglio sapere i nomi della famiglia, se avrò fratelli o sorelle, la città, il nome della scuola..insomma, tutto quello che potrei conoscere prima della partenza.
Mi sono già messa a ripetere francese, ho dovuto mollare il mio corso di spagnolo da autodidatta per farlo. Fino a tre anni fa potevo fare interi discorsi in francese, adesso non riesco a dire due parole in francese senza metterne una in inglese.
Comunque ho fatto un po' di ricerche e ho visto che lì il francese e un po' diverso rispetto a quello della Francia, ma credo che ripetere non mi farà male in ogni caso; non sarà poi così diverso.

Bene, ora torno a studiare. Purtroppo biologia e non francese.
Prima di andare volevo scrivere una cosa. Le visualizzazione stanno continuando ad aumentare, anche abbastanza velocemente, ma niente commenti.
Sono arrivata alla conclusione che o tutti i miei lettori sono timidi (cosa un tantino assurda, dato che si tratterebbe di scrivere al pc) oppure c'è una sola persona che fa da stalker al blog.
Spero sia la prima.

Buona giornata a tutti <3

giovedì 21 febbraio 2013

Privacy: questa sconosciuta

Su questo blog scrivo solo riflessioni personali, non certo segreti di Stato, lo so.
Credo che sia semplicemente un modo per sfogarmi e parlare di ciò che penso come se avessi una persona davanti.
Riconosco che non lo legge quasi nessuno e non ne faccio un dramma, scrivo perché mi piace scrivere.
Tra tutte le persone che lo potevano leggere perché proprio tu?
Da un lato me lo aspettavo, non sono rimasta scioccata, tanto meno sono arrabbiata. Alla fine è aperto al pubblico quindi è colpa mia.
Ora però so che non riuscirò più a parlare apertamente perché so chi mi legge. Per alcune persone mi fa piacere, per altre meno, per altre ancora ci rimango un po' male.
Non mi sorprenderei di ritrovarmi un microchip tra i capelli da un giorno all'altro.

Ripeto il concetto, non sono arrabbiata, solo leggermente delusa.

mercoledì 20 febbraio 2013

I can't believe it!

Signore e Signori è giunta la grande notizia: sono stata presa per l'Annuale in Canada!
La signora a capo del mio centro locale mi ha inviato un messaggio, credo che la lettera mi arriverà tra un po'.
Non ci posso ancora credere.
Sono stata presa per il Canada. Era la mia prima scelta. Non riesco a crederci.
Ho l'impressione che abbiano sbagliato. Non posso essere io.
Quest'anno sta andando fin troppo bene per ora e, da un lato mi sento in colpa (non so perché), dall'altro mi preparo ad avere una grande delusione in qualcosa.
Non può andare sempre tutto bene.

Ora basta però. Non devo tormentarmi con queste idee. Se in questo momento va tutto bene lo devo vivere. Per il futuro si vedrà, giusto?

Buonanotte a tutti :) in particolare auguro tanta fortuna a tutti gli exchange students o agli aspiranti tali <3

martedì 19 febbraio 2013

Vedo lettere dappertutto!

Chi di voi non ha mai ascoltato canzoni dello Zecchino d'Oro? Dubito che ce ne siano.
Quando ero piccola in macchina ascoltavo solo quelle in macchina, oppure le canzoni dal musical Cats o Notre Dame de Paris (non chiedetemi il perché).
Certo, alcune erano più belle delle altre. Però mi ricordo perfettamente che le canzoni di quel periodo erano stupende, ce ne erano molte contro il razzismo e sull'amore nella famiglia.
Io non le dimentico (come qualsiasi canzone, del resto) e, non prendetemi per pazza, alcune le ascolto ancora e mi commuovono. Due in particolare.
Una si chiama "Caro Gesù, ti scrivo" e io vi scrivo il testo qui sotto perché penso sia bellissima.
Caro Gesù ti scrivo per chi non ti scrive mai,
per chi ha il cuore sordo bruciato dalla vanità,
per chi ti tradisce per quei sogni che non portano a niente,
per chi non capisce questa gioia di sentirti sempre amico e vicino.


Caro Gesù ti scrivo per chi una casa non ce l'ha,
per chi ha lasciato l'Africa lontana e cerca un po' di solidarietà,
per chi non sa riempire questa vita con l'amore e i fiori del perdono,
per chi crede che sia finita, per chi ha paura del mondo che c'è
e più non crede nell'uomo.
 RIT:Gesù ti prego ancora
vieni a illuminare i nostri cuori soli,
a dare un senso a questi giorni duri,
a camminare insieme a noi.
Vieni a colorare il cielo di ogni giorno,
a fare il vento più felice intorno,
ad aiutare chi non ce la fa...
 Caro Gesù ti scrivo perché non ne posso più
di quelli che sanno tutto e in questo tutto non ci sei tu,
perché voglio che ci sia più amore per quei fratelli che non hanno niente,
e che la pace, come il grano al sole, cresca e poi diventi pane d'oro
di tutta la gente.
 RIT:Gesù ti prego ancora
vieni a illuminare i nostri cuori soli,
a dare un senso ai giorni vuoti e amari,
a camminare insieme a noi.
Vieni a colorare il cielo di ogni giorno,
a fare il vento più felice intorno,
ad aiutare chi non ce la fa...


In particolare amo questa parte della prima strofa "Caro Gesù ti scrivo per chi non sa riempire questa vita con l'amore e i fiori del perdono,per chi crede che sia finita, per chi ha paura del mondo che c'è e più non crede nell'uomo".
Per la seconda invece vi pubblico il video. L'anno scorso (ebbene si, l'anno scorso, non 10 anni fa) l'ho dedicata a mia madre per la festa della mamma ma l'ho dovuta registrare perché quando la canto mi viene da piangere e non potevo piangere mentre gliela cantavo.
Buona giornata <3


domenica 17 febbraio 2013

My king is back

E Rafa è il vincitore del torneo in Brasile! Lì dove si potrebbe dire che ebbe tutto inizio, nel 2005, quando partendo da San Paolo cominciò ad avere le sue prime vittorie importanti, come il primo Roland Garros. Purtroppo non ho potuto vedere la premiazione, quindi domani dovrò andare a caccia del video per vedere il suo sorriso :3
Nel frattempo vi pubblico un paio di foto, non lo so se vi importa ma sono troppe belle <3

In questa foto ha appena vinto il match 6/2 6/3 quando la palla di Nalbandian finisce poco oltre la riga di fondo :3




In quest'altra solleva il trofeo, con sorriso grande come una casa. Il tipico sorriso stupendo e spontaneo di questi momenti così gioiosi, nella speranza che questo sia un nuovo inizio :D



Quest'ultima foto è per rifarsi gli occhi, almeno per le ragazze. Vorrei ripetere che non lo seguo perché è bello, ma ammettiamolo, non credo che sia da buttare, soprattutto di fisico. Mi mancavano anche questi momenti, quelli del cambio della maglietta, anche quelli erano di rituale.

Buona serata ragazzi ;)


Orrori ortografici

Per fortuna ogni volta che scrivo un post poi lo rileggo. Negli ultimi due avevo collezionato una serie di errori ortografici e di battitura da fare invidia alla serie di vittorie di Rafa sulla terra rossa.
Scusate cari followers, sempre sperando che voi esistiate, ma alcune volte ho tantissime idee in mente e scrivo con tanta foga che non mi rendo conto di come le scrivo. Poi però ricontrollo e cerco di rimediare.
A proposito, vi avviso che questo tipo di scrittura non mi permette di scrivere la "E" accentata, quindi se la doveste trovare non pensate che io sia un'ignorante; sto solo litigando con il pc.

Ho già finito ciò che volevo scrivere, perciò vi regalo una bellissima canzone di Michael Jackson, "Heal the world"(Salviamo il mondo).

La prima strofa è "There's a place in your heart and I know that this is love, and this place could be much brighter than tomorrow. And if you really try you'll find there's no need to cry, in this place you'll find there's no hurt or sorrow. There are ways to get there, if you care enough for the living, make a little space, make a better place."

Non è bellissima? ♥ ♥ 

sabato 16 febbraio 2013

I will always love you

In qualunque momento della mia vita, qualunque attività io stia svolgendo, la mia testa vaga sempre tra la musica, Intercultura e il tennis. Nelle ultime settimane sono stata raffreddata quindi non ho potuto provare le nuove canzoni. 
Tra le canzoni che avrei dovuto studiare c'è "I will always love you", una stupenda canzone di Whitney Houston che credo conosciate tutti. Io conosco tantissimi testi a memoria e quando ne studio uno nuovo lo imparo senza volerlo.
Alcune persone credono che sia una felice canzone che parla d'amore, perché spesso fanno caso solo al ritornello. Io non posso fare a meno di tradurre tutti i testi che mi ritrovo, lo faccio involontariamente e mi aiuta per l'interpretazione. 
Ora vi vorrei parlare di questo testo, sperando di non annoiarvi e di farvi notare le bellezza delle sue parole.


If I should stay
I would only be in your way
So I'll go, but I know
I'll think of you every step of the way
and I will always love you, 
I will always love you!
You my darling you. Hmm...
Bitter sweet memories
that is all I'm taking with me
So goodbye, please don't cry
We both know I'm not what you, you need
And I will always love you,
I will always love you!
I hope life treats you kind
and I hope you have all you've dreamed of
and I wish you, joy and happiness
But above all this, I wish you love
And I will always love you
I will always love you
I will always love you
I will always love you
I will always love you
I, I will always love you
You darling I love you
Ooh, I'll always
I'll always love you


Cominciamo: Se io dovessi rimanere, sarei solo d'intralcio nella tua vita; quindi vado, ma so che penserò a te in ogni passo della mia strada (Io ti amerò per sempre). Ricordi agrodolci, questo è tutto ciò che porto con me; perciò addio, per favore non piangere, sappiamo entrambi che non sono ciò di cui hai bisogno (E io ti amerò per sempre). Spero che la vita ti tratti bene e spero che tu abbia tutto ciò che hai sempre sognato; ti auguro gioia e felicità, ma al di sopra di tutto, ti auguro di continuare ad amare. (E io ti amerò per sempre).


Ogni volta che penso a questo testo mi vengono i brividi e comprendo che davvero la musica è una delle poche cose realmente mi ha sempre emozionato e sempre lo farà. Non mi commuovo facilmente, ci devono essere di mezzo i miei genitori, mia sorella, gli animali o Rafa; ma la musica ha un effetto tutto suo.Credo che sia il modo più bello di esprimere i sentimenti. Io non sono una persona romantica, soprattutto perché mi vergogno facilmente, ma con la musica si può parlare di tutto. 

Pensate a questo testo: lei lo ama, lui la ama; lei lo lascia perché crede che lui meriti di meglio, gli augura tutto il bene del mondo, però continuerà ad amarlo per sempre. Non è una cosa stupenda? O solo a me sembra così?

Se vi va fatemi sapere che ci siete e leggete i miei pensieri e, come ho già detto, mi farebbe piacere avere altre opinioni degli argomenti di cui parlo.

Buenas Noches!