"Sogniamo un mondo senza più violenza, un mondo di giustizia e di speranza. Ognuno dia la mano al suo vicino, simbolo di pace e di fraternità"
The Prayer - Andrea Bocelli & Celine Dion

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sabato 29 giugno 2013

Un'unica realtà

E così ci provo anch'io. Quasi tremo mentre scrivo. 
Ho tutte le migliori intenzioni, ma mi mancano le parole. O meglio, le parole ci sono, ma per te non saranno mai quelle giuste.
Non è facile scrivere qualcosa ad una persona che fa della scrittura il suo motivo di vita, anche se questa persona è tua sorella, è difficile non sertirsi giudicati.
Io provo delle emozioni, è solo che ho sempre il modo sbagliato per esprimerle. E quando si parla di te le parole non mi aiutano mai.
Non è che non ti voglia dimostrare il mio affetto, ma non trovo il modo giusto per farlo.
Capisco il bene che ti voglio quando mi commuovo vedendoti cantare in pubblico, anche quando entri in panico perché salti una frase di una canzone, oppure leggendo ciò che scrivi.
Certo, poi devo fare in tempo ad asciugare le lacrime. Io devo essere quella forte, la mia stupida personalità e la mia coscienza non mi permettono di avere dei cali, altrimenti rischierei di dimostrare al mondo che sono umana e che provo addirittura dei sentimenti.
Ad esempio l'orgoglio nel sentire ciò che dice di te chiunque mi trovi intorno e poter pensare "Si, quella è mia sorella..ed è anche molto di più di tutte le cose belle che potrai dire tu".
Invece io rimango così, leggo i messaggi che mi scrivi sul cellulare, su Facebook, su Twitter e non rispondo. Io penso a cosa rispondere ma poi tengo per me la risposta, perché qualunque cosa io scriva non sarà mai alla tua altezza.

Ecco, questo è il momento in cui davvero ti sento vicina e tu non lo sai.
Quando scrivendo questo per te iniziano a scendermi le lacrime sul computer..e se ti conosco almeno un po' so che a te succederà lo stesso.
Certo, probabilmente ti starai emozionando più per il fatto che io stia avendo un bel pensiero per te che per le parole da me scritte.

Adesso però la smetto, se diventassi troppo zuccherosa uscirei dal ruolo di eterno robot privo di sentimenti, non sarei più credibile.

"Sempre insieme tu ed io
senza dirci mai addio,
la mia terra e il mio cielo sarai.
Vai avanti perché 
ogni ostacolo che c'è
Non ci dividerà ora e mai"

Dai, lo so che ti aspettavi che finissi con una strofa della nostra canzone, ammettilo.

lunedì 10 giugno 2013

Voglia d'estate

Prima di cominciare a scrivere vi volevo chiedere di dare un occhiata al sondaggio a sinistra, se vi va.

Come previsto da molti Rafa è entrato nella storia, vincendo otto volte un titolo slam. Io lo speravo, ma non ero sicura che ce l'avrebbe fatta, invece da quando è tornato ha giocato nove finali su nove tornei, e ne ha vinte sette. Ora ci prepariamo per Wimbledon, ma ci sono due settimane di riposo.

Prendo un attimo di pausa dal tennis anch'io e do il benvenuto all'estate. Stamattina mi sono svegliata con una sensazione di pace e relax che non potete minimamente immaginare. Dopo un anno terribile e stupendo allo stesso tempo sento di essermi svuotata di un peso enorme.
Ora voglio solo pensare a godermi l'estate prima di partire in Canada. Voglio passarla con i miei amici, stare con la mia sorellina giapponese finchè non dovrà ripartire e ovviamente seguire i tornei più importanti, ovvero quelli a cui partecipa Rafa.

Voglio solo pensare al caldo (se si decide ad arrivare), al mare, alla musica, al tennis e al massimo a ripetere qualcosa di francese; non vorrei arrivare là senza capire un tubo e non voglio utilizzare solo l'inglese.

L'unica cosa che mi preoccupa leggermente è la pagella. Se quella di matematica mi mette il debito non potrò partire. Tutti gli altri voti sono molti buoni, sono tutti nove e otto e forse il sette con quell'idiota di chimica. Se prova a mettermi il debito giuro che vado a prenderla a schiaffi e le faccio ricordare il giorno in cui è nata. 

Non voglio pensarci più adesso, voglio solo dare il via a quest'estate, anche perché è probabile che sia l'ultima che potrò godere a pieno.

Ci sentiamo presto cari followers, se vi va fatevi vedere nei commenti ;)


venerdì 7 giugno 2013

Court Philippe Chatrier

Non sapete cosa voglia dire quel titolo? Ve lo spiego subito.
Quello è il nome del campo da tennis che oggi mi ha regalato grandi emozioni, dove si sono sfidati due grandi campioni: Novak Djokovic e Rafael Nadal.
Semifinale dello slam parigino, cominciato alle 13 di oggi e finito quasi cinque più tardi e che ha portato in finale colui che non ha mai mollato nessun punto, il signor Rafael Nadal.
Oggi a pomeriggio ho urlato così tanto che ho rischiato di perdere la voce, sembra di stare in un thriller. È successo di tutto e di più, sapevo che sarebbe stata una partita emozionante ma non immaginavo così tanto. A metà del quinto set ho davvero pensato che non ce la potesse più fare il mio Rafa, invece ha tirato fuori la suo grinta da leone e ha dato il meglio di se.
Djokovic anche ha dato il suo meglio, se non lo avesse fatto non mi sarei spaventata per Rafa, però è stato leggermente sfortunato e ha fatto qualche errore di troppo. Rimane comunque un grande giocatore, del resto, non si diventa numero uno al mondo per caso e di certo è la più grande minaccia di Rafa in campo, se non l'unica, ma non vorrei sbilanciarmi troppo.

Ora ci aspetta la finale di domenica contro David Ferrer, un altro spagnolo, grande amico di Rafa, alla sua prima finale slam. 
Chiunque conosca questo sport e questo torneo sa che sarà difficilissimo per Ferrer battere Rafa, considerando i loro testa a testa e la storia di Rafa in questo torneo.
Io preferisco non dire niente, perché in questo sport non si sa mai cosa può accadere e i miei amici Djokovic e Berdych lo sanno bene (e nel caso non lo ricordassero parlo dei quarti di finale a Roma di quest'anno).

Adesso cerco di lasciare da parte l'euforia e addormentarmi presto perché domani ho un esame di inglese, inoltre non mi sento molto bene. Mi devo prendere il raffreddore giusto la prima settimana di giugno, è incredibile.

Buona notte cari followers, scusate se parlo sempre di tennis ma vi prometto che quando partirò non ne parlerò così spesso.